Leopolda 5 – Documento finale del tavolo sulle unioni civili coordinato da Monica Cirinnà e Ivan Scalfarotto
Il lavoro ha avuto ad oggetto due punti: il testo ddl Cirinnà in discussione in commissione giustizia al Senato e l’ottima relazione del magistrato dott. Marco Gattuso sulla situazione giuridica delle famiglie composte da persone dallo stesso sesso nel resto d’Europa.
Sul primo punto è stato spiegato che il testo base all’esame della commissione Giustizia corrisponde in pieno al modello tedesco. Su questo anche i molti rappresentanti delle associazioni gay hanno convenuto che l’istituto delle unioni civili è condivisibile ed accettabile pur considerandolo l’inizio di un percorso giuridico che loro auspicano conduca all’estensione del matrimonio anche alle coppie gay. Il dott. Gattuso ha specificato che correttamente nel testo Cirinnà sono inseriti i due punti sui quali la Corte costituzionale tedesca aveva bocciato il primo testo sulle unioni civili in Germania, cioè il riconoscimento del secondo genitore e la reversibilità della pensione.
Anche Paola Concia, presente al tavolo, ha riportato l’esperienza del suo matrimonio con Riccarda contratto in Germania, dove è tuttora residente ed ha raccomandato di prendere ad esempio il testo tedesco del 2014 proprio per non incorrere in possibili nuovi ricorsi alla Corte costituzionale.
Ivan Scalfarotto ha spiegato che le ultime sentenze della Corte costituzionale sollecitano il Parlamento ad intervenire con la massima urgenza per riconoscere diritti alle famiglie composte da persone dello stesso sesso, creando un nuovo istituto giuridico e, quindi, esattamente ciò che è normato nel titolo 1 del testo Cirinnà.
In merito al titolo 2 sulla regolamentazione delle coppie di fatto etero od omosessuali Scalfarotto ha spiegato che non vi è un preciso obbligo costituzionale in tal senso, ma che dare diritti ai conviventi eterosessuali od omosessuali è una scelta politicamente molto opportuna viste le tante richieste che vengono dal nostro tessuto sociale. Tale opinione è stata condivisa anche dal dott. Gattuso.
Riguardo il secondo punto è emerso che la legislazione vigente nella maggior parte dei Paesi europei e occidentali non prevede una dicotomia tra diritti delle coppie omosessuali e quelli delle famiglie eterosessuali, infatti anche la Corte di Strasburgo obbliga a considerare famiglie le coppie omosessuali.
Il dott. Gattuso ha espressamente sottolineato come un testo sulle unioni civili debba avere necessariamente come modello la legge tedesca del 2014, che riconosce la reversibilità della pensione, la parità di trattamento fiscale e la adozione del figlio biologico del partner, non potendo certo riprodurre parti della vecchia legge del 2001 che sono state già dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale tedesca e, soprattutto, dalla Corte europea di Giustizia: la Corte europea sarà il giudice anche della legge italiana e vi deve essere la consapevolezza che una disparità di regolamentazione fra la unione civile (per le coppie dello stesso sesso) ed il matrimonio (per le coppie di sesso diverso) nascerebbe già come disposizione “morta” in quanto in radice illegittima. Sotto questo profilo, é consigliabile usare la tecnica del rinvio alle singole disposizioni del codice civile che regolano i rapporti personali e patrimoniali fra i coniugi (rinvio che si può fare anche senza utilizzare nelle norme la parola “matrimonio” ).
Il dott. Gattuso ha infine chiarito come una legge sulle unioni civili risolverebbe anche la questione spinosa delle trascrizioni e degli effetti dei matrimoni celebrati all’estero (che si convertirebbero in unioni civili) e del mutamento di sesso di un coniuge (la Consulta ha stabilito che lo scioglimento di questi matrimoni fra persone dello stesso é, allo stato, illegittima). Questi problemi sono destinati a moltiplicarsi in modo esponenziale a causa della libertà di circolazione in ambito europeo, con esiti allo stato imprevedibili. Insomma, oltre che affrontare il problema dei diritti fondamentali delle persone omosessuali (su cui vi é un obbligo costituzionale, come sottolineato dalla Corte costituzionale), é essenziale sottolineare l’esigenza di dare ordine al sistema, posto che la mancanza una legge organica sulle unioni civili quale istituto analogo al matrimonio per le coppie dello stesso sesso, sta generando enormi problemi di coordinamento con gli altri paesi – e ora anche di gestione dei mutamenti di sesso previsti dalla legge del 1982 -, che provoca di fatto l’inevitabile produzione di effetti di questi matrimoni anche nel nostro Paese.
Monica e Ivan hanno ipotizzato una tempistica possibile che è stata ampiamente condivisa dal tavolo che prevede l’adozione integrale (titolo 1 e 2 ) del testo base in commissione Giustizia del Senato per il prossimo giovedì 30 ottobre e, fissato un congruo termine per gli emendamenti, la discussione nell’aula di Palazzo Madama nei primi mesi del prossimo anno.
In conclusione i due relatori hanno formulato due osservazioni finali sulle quali è maturato il massimo consenso:
– 1) la rimozione della discriminazione delle coppie omosessuali nell’accesso a una forma di unione equiparabile a quella matrimoniale (che, sulla scorta delle osservazioni del dottor Gattuso, sappiamo essere anche un preciso obbligo giuridico che grava sul paese) non sia in alcun modo legata o condizionata alla contestuale approvazione di una regolamentazione delle convivenze. Si tratta di due fattispecie entrambe meritevoli di tutela, alle quali il PD dovrà saper dare risposta, ma che non possono e non devono sovrapporsi in alcun modo, né condividere necessariamente un destino comune, al fine di evitare ritardi o confusione rispetto ai differenti obiettivi che si intendono raggiungere.
– 2) È auspicabile che dopo l’adozione del testo base si lavori in Senato alla fase emendativa insieme ai colleghi della Camera interessati all’argomento per costruire un testo che possa essere velocemente votato anche dall’altro ramo del Parlamento senza modifiche.
Monica Cirinnà
Ivan Scalfarotto